60° Salone Nautico Di Genova
10 May 2020

Un gommone molto robusto, grazie alla carena in alluminio e ai tubolari in hypalon, pensato per l’attività professionale che, con qualche accorgimento, diventa un mezzo anche per il diporto. Un compromesso che soddisferà soprattutto gli appassionati di subacquea e pesca. La carena molto profonda è una garanzia sul mosso, ma è poco veloce e assorbe molta potenza.

E’ entrato sul mercato italiano solo da pochi anni, ma le ambizioni di Highfield sono di ritagliarsi una quota importante, un po’ come ha già fatto in Francia e nei Paesi del Nord Europa. Oltre al supporto fornito al marchio dall’importatore ufficiale Dream Yachting, da questa stagione è arrivata a dare manforte Honda Marine, che ha inserito sei modelli nel suo catalogo e li propone con una livrea personalizzata anche in package con i fuoribordo. L’esemplare che abbiamo provato si chiama HX 66 e fa parte proprio di questa gamma: rispetto alle immagini che pubblichiamo a corredo (che si riferiscono a un modello di pre-serie) alcuni dettagli di allestimento sono stati modificati senza tuttavia intaccare il layout del progetto. Alla medesima gamma appartengono anche due battelli che abbiamo già testato nei numeri precedenti, ovvero il 760 Sport (Il Gommone n. 384) e il DL 500 (n. 382). Caratteristica peculiare di tutti gli Highfield è la carena in alluminio, che rende il gommone particolarmente robusto e leggero, fino al 40 per cento rispetto a un equivalente battello di vetroresina laminato manualmente con tecniche tradizionali. La verniciatura della lega metallica avviene con uno speciale prodotto a polvere, successivamente essiccato in cabina- forno per ottenere un buon risultato anche sotto il profilo estetico. La parte gommata è assemblata con attenzione e saldamente fissata alle selle: sul nostro esemplare era in hypalon- neoprene, ma a richiesta si può avere il Pvc risparmiando circa 4.500 euro sul prezzo d’acquisto. L’impostazione della coperta è piuttosto convenzionale. A prua troviamo un ponte molto corto e un gavone abbastanza capiente. A richiesta è disponibile una prolunga per allestire un prendisole. Davanti alla consolle c’è una comoda seduta, completa di alcune maniglie da agguantare in navigazione; ribaltandola si accede a un vano tecnico e a una stiva, utile per riporre quei bagagli di uso non frequente, mentre il portello è sostenuto da due attuatori che ne mantengono la posizione: bisogna tuttavia prestare un po’ di attenzione per evitare di sbatterci la testa. La consolle è in vetroresina e avanza dimensioni importanti, ma sugli esemplari di serie è stata leggermente rimpicciolita per dare più aria all’intero pozzetto. Quest’ultimo è completamente rivestito con un materiale sintetico antisdrucciolo (di serie) che offre un buon grip e protegge i piedi dal metallo. Lo stand-up presente sull’esemplare in prova può essere sostituito con un più convenzionale appoggiareni a due posti. A poppa, infine, troviamo un divano a tutto baglio e sotto di esso una stiva capiente grazie all’elevata profondità dell’opera viva. Di serie il roll-bar, dal disegno piuttosto semplice sul quale sono fissate le luci di navigazione ed eventualmente l’antenna del Vhf, ma non il tendalino parasole che non figura neppure nella lista degli optional.